L’M&A in Italia: un 2025 tra prudenza, resilienza e investimenti selettivi

by | Sep 18, 2025 | News | 0 comments

Il mercato delle fusioni e acquisizioni in Italia nel primo semestre, ha registrato un primo semestre abbastanza solido, ma con un approccio più selettivo rispetto agli anni precedenti. Infatti, nonostante il calo dei volumi complessivi, è cresciuto il valore medio delle operazioni, trainato da settori chiave come energia, servizi finanziari e industria, che continuano a catturare l’interesse sia degli investitori nazionali che internazionali.

Il 2025 segna un anno di transizione per il mercato M&A in Italia. Dopo un periodo caratterizzato da fattori macroeconomici, come la questione dazi internazionali e le varie incertezze geopolitiche, le aziende e gli investitori scelgono di muoversi con maggiore prudenza, privilegiando operazioni strategicamente mirate e concentrandosi su asset in grado di generare valore sostenibile anche in scenari incerti.

Le PMI italiane, che rappresentano oltre il 90% delle imprese e impiegano più del 70% della forza lavoro, restano comunque al centro della scena. La loro capacità di resilienza e flessibilità, unite a una visione orientata verso una crescita sostenibile le rende ancora oggi target molto attrattivi per fondi di private equity e investitori, soprattutto nel mid-market.

Il nuovo mercato M&A tra prudenza e strategia

Nel contesto attuale delle operazioni di M&A emergono alcune dinamiche che stanno progressivamente ridisegnando il mercato, come per esempio:

  • Vendor due diligence preventiva: le aziende in vendita effettuano controlli anticipati per ridurre i rischi e accelerare la negoziazione, aumentando trasparenza e affidabilità dell’operazione.
  • Approccio data-driven: le decisioni sono sempre più supportate da dati concreti, KPI chiari e flussi di lavoro tracciabili, così da ridurre dubbi e incertezze, e facilitare la valutazione del rischio.
  • Tempi più lunghi: le operazioni richiedono mediamente 6-12 mesi per essere finalizzate, a causa della complessità regolamentare e della necessità di compiere analisi approfondite.
  • Regole su settori strategici: gli investitori esteri devono conformarsi a regole come il Golden Power, che consente allo Stato di intervenire su operazioni considerate rilevanti per la sicurezza nazionale, e ottenere autorizzazioni FDI (Foreign Direct Investment) per investimenti diretti stranieri in settori sensibili.

Il quadro generale: meno operazioni, più valore

Secondo KPMG, in Italia nei primi sei mesi del 2025 sono stati conclusi 664 deal per un controvalore complessivo di 30 miliardi di euro, leggermente inferiore ai 32 miliardi del primo semestre 2024. Il dato interessante è che il 65% del mercato è concentrato in 10 operazioni superiori al miliardo di euro, a conferma di quella che sembra essere la tendenza globale: meno operazioni, ma di maggiore valore.

Il mercato domestico, cioè le operazioni tra acquirenti e target italiani, guida la scena con 337 deal e circa 15 miliardi di euro di controvalore. In parallelo, gli investimenti cross-border, hanno registrato 196 operazioni da parte di investitori esteri su aziende italiane e 130 operazioni in cui società italiane hanno acquisito asset all’estero.

Il mid-market, e dunque le operazioni tra i 5 e i 100 milioni di euro, rappresenta il cuore delle M&A italiane. Per le PMI, queste transazioni offrono opportunità concrete di crescita, accesso a capitali esterni e consolidamento della filiera. E l’interesse degli investitori internazionali, in particolare da USA, Medio Oriente e Nord Europa, non fa altro che confermare l’attrattività globale degli asset italiani di qualità.

Settori chiave e trend emergenti

Circa il 90% del valore delle operazioni italiane è concentrato in pochi settori strategici:

  • Energy & Utilities: 8,2 miliardi di euro, trainato da acquisizioni come quella di 2iRete Gas da parte di Italgas (2,07 miliardi).
  • Financial Services: 6,4 miliardi di euro, con consolidamenti in bancassurance (UniCredit Allianz Vita, Banco BPM Vita).
  • Consumer & Industrial Markets: 6,1 e 5,9 miliardi di euro, con focus sul Made in Italy, tra cui moda, food&beverage e beni industriali.

Il settore food&beverage, in particolare, è quello che mostra maggiore prudenza. Nei primi cinque mesi del 2025 infatti, come riporta PwC, sono state registrate 33 operazioni, il 27% in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, con i fondi di private equity concentrati su prodotti salutistici, biologici e ad alto valore nutrizionale.

Il comparto Industrials & Services evidenzia un calo dei volumi (-28% rispetto al 2024), ma mantiene valore e resilienza. I sottosettori più attivi includono:

  • Business Services: 54 operazioni in Italia, con focus su consulenza, IT, cybersecurity e servizi scalabili.
  • Engineering & Construction: 44 operazioni, con interesse per infrastrutture critiche e segmenti ad alta intensità di capitale.
  • Industrial Manufacturing: 67 operazioni, trainate da innovazione tecnologica, robotica, automazione e AI.

Outlook 2025: prospettive per la seconda metà dell’anno

Secondo il report di KPMG sul mercato M&A in Italia nel primo semestre 2025, la pipeline di operazioni annunciate, ma non ancora finalizzate supera i 40 miliardi di euro, a conferma di un mercato solido ma selettivo. Nel secondo semestre, le operazioni continueranno a privilegiare asset in grado di rafforzare la filiera, innovare i processi e creare valore duraturo, con una particolare attenzione alla digitalizzazione e alla sostenibilità come leve fondamentali per attrarre investitori.

Il contesto globale, segnato da tensioni sui mercati energetici e delle materie prime, rallentamenti nei principali partner europei e incertezze geopolitiche, richiede alle aziende italiane di consolidare le proprie strategie di crescita. Chi saprà diversificare i mercati di destinazione, investire in tecnologie avanzate e sviluppare modelli di business resilienti potrà trasformare le sfide in opportunità concrete di consolidamento e sviluppo. In questo scenario, la capacità di anticipare le tendenze, integrare innovazione e rafforzare la filiera diventa il fattore determinante per posizionarsi come protagonista nel panorama M&A nazionale e internazionale nei mesi a venire.